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Dizionario europeo delle abilità e delle competenze

Un dizionario comune delle abilità e delle competenze per far dialogare i sistemi dei vari paesi Europei.

DISCO è il thesaurus on line delle competenze e delle abilità che consente la comparazione tra dieci lingue europee dei termini legati al mondo della formazione e del mercato del lavoro.

E proprio dei risultati e delle prospettive future del progetto, condotto dalla Commissione Europea – DG Educazione e Cultura, si è discusso nel corso della Conferenza finale Disco II, che si è tenuta all’Isfol il 18 ottobre scorso.

Disco nasce infatti dall’esigenza di comparare e tradurre nelle diverse lingue la terminologia usata nel mondo della formazione e del mercato del lavoro all’interno di un unico data base che, ad oggi, comprende oltre 90,000 termini. Con il nuovo thesaurus (Disco II), che va a completare ed implementare le potenzialità del primo (Disco I), sono state inserite oltre 30,000 frasi d’uso comune che descrivono in modo più completo i profili e le competenze, basandosi appunto sui risultati di apprendimento nei settori che riguardano l’information techology, la salute, l’educazione e il mondo del lavoro.

Nel corso dell’incontro i vari partner europei hanno evidenziato i vantaggi derivanti da un approccio comune a livello europeo. Martin le Vrang e Koen Nomden, della Commissione Europea, hanno sottolineato quali sono i servizi offerti da Disco, a partire dal lavoro fatto sulla classificazione Esco; in particolar modo la possibilità di navigare nel thesaurus, di profilare alcuni documenti (Europass CV, Europass Mobility ed Europass Supplemento al certificato) e avere informazioni puntuali sulle metodologie utilizzate. Il tutto attraverso un servizio gratuito e pubblicamente accessibile, realizzato per essere compreso anche dai non esperti e con un’ampia varietà di opzioni per la navigazione.

La giornata si è conclusa con una sessione pomeridiana nella quale è stato approfondito il dibattito tra i vari esperti europei su alcuni aspetti relativi alle opportunità, e quindi anche l’impatto, sullo sviluppo del mercato del lavoro, dell’educazione e della formazione, che potrebbero derivare dal creare una base comune terminologica a livello europeo.

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